Gli italiani e la tecnologia: dove si informano, come decidono e dove acquistano

L’ufficio studi di AIRES ha condotto un’indagine a campione nei negozi delle catene aderenti di Roma e Milano nel mese di maggio 2013.

 

Secondo i risultati dell’indagine metà degli interpellati, prima di procedere all’acquisto di un televisore, di uno smartphone, di una lavatrice o di un robot da cucina consulta abitualmente Internet. Ma la percentuale sale quasi al 70% fra le persone sotto i 60 anni. Fra quanti consultano internet prima di decidere l’acquisto, circa metà lo fa sul sito di un negozio on line specializzato, metà su un sito generico (i più citati, nell’ordine, sono Google, Amazon ed E-Bay).

 

Al momento di effettuare l’acquisto, però, solo il 9% si rivolge in via preferenziale al canale on line. Vengono acquistati on line soprattutto gli smartphone (18%), nessuno fra gli interpellati acquisterebbe on line una lavatrice. Coerentemente con i dati dell’ultima rilevazione Assodigitale con lo shopping on line il 100% di chi manifesta l’intenzione di acquistare on line si informa prima in Internet su diversi siti. Chi acquista preferibilmente on line non sono i più giovani ma tendenzialmente le persone fra i 35 e i 50 anni (70%), coerentemente con i risultati dell’ultima indagine Consumer Behaviour Report di Contactlab, società di consulenza specializzata in marketing on line che nel 2012 ha riconosciuto in questa fascia d’età la più attiva sul canale on line.

 

Il 34% compra nel negozio di elettrodomestici “più vicino”, il 24% “in un grande centro specializzato”, il 33% “dove trovo il prezzo migliore” (il che significa che tendenzialmente visitano almeno due punti vendita). Anche se la percentuale degli ultra 60enni che acquista preferibilmente vicino a casa è comprensibilmente più elevata (52%), esiste un gruppo di consumatori “evoluti” che si informa in Internet, decisori di acquisto (single o capofamiglia) che rappresenta oltre il 10% degli interpellati e che comunque acquista preferibilmente vicino a casa. Sembra così confermata anche per i prodotti Eldom la tendenza a un ritorno ai negozi di prossimità rispetto alle grandi superfici extraurbane, rilevata in Italia da Nielsen fin dal 2008 per i prodotti deperibili (alimentari, prodotti per la casa). Nielsen ha anche rilevato che in Italia il 65% dei punti vendita che hanno realizzato trend positivi (fatturato in crescita) lo scorso anno si trova all’interno di città metropolitane. Chi invece continua a preferire i grandi centri specializzati anche extraurbani (24%) fa parte di un gruppo particolarmente sensibile al prezzo, alle offerte (e dunque ai prodotti a volantino) e alla varietà della gamma offerta.

 

Alessandro Butali, Presidente di AIRES, ha dichiarato: «L’indagine ci conferma un’importante tendenza in atto: una fetta consistente di pubblico, soprattutto se vive nelle città, torna ad acquistare volentieri vicino a casa. Il modello del grande centro extraurbano non è tramontato ma non è più l’unica strada per sviluppare il business. Internet è sempre di più una grande vetrina ma, soprattutto per spese importanti come i grandi elettrodomestici, non è ancora fra i canali preferiti degli italiani».

 

Fra quanti non acquistano né acquisterebbero su Internet il 32% dice che preferisce vedere e valutare il prodotto toccandolo. Il 20% “non si fida” a comperare in Internet anche se solo il 4% sostiene di “aver avuto esperienze negative”, un altro 8% non vuole usare la carta di credito in rete. Secondo Boston Consulting Group (studio di luglio 2012) questo gruppo di persone è destinato a diminuire grazie soprattutto al potere abilitante degli smartphone: ci sono in Italia almeno 10 milioni di persone che potrebbero effettuare acquisti on line (perché possiedono connessioni internet e carte di credito) ma non lo fanno. Secondo questo studio il numero di quanti cominceranno a fare acquisti tramite smartphone o tablet fra 2012 e 2016 è destinato a crescere di oltre il 25% all’anno.

 

Davide Rossi, Direttore Generale AIRES ha inoltre affermato: «Il pubblico torna a segmentarsi in maniera molto differente rispetto al passato: emergono comportamenti molto diversificati fra chi ci chiede solo prezzi più bassi e ampie varietà disponibili e chi invece ha bisogno dal suo punto vendita di un sempre maggior contenuto di servizio. Senza dubbio l’età è un discrimine nei comportamenti, ma non è l’unico né esaurisce le differenze nell’atteggiamento dei consumatori».

 

 

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