Apparecchi Domestici e Professionali, i risultati dei primi mesi 2013

Servono interventi urgenti e scelte forti e coraggiose per nuove vie, nuovi mercati, una nuova politica industriale

 

“I risultati di mercato dei primi mesi di quest’anno non ci permettono di cambiare i toni e la sostanza del nostro tradizionale incontro semestrale con i media – ha iniziato Franco Secchi, presidente di Confindustria Ceced Italia, l’associazione dei produttori di apparecchi domestici e professionali in Italia – Siamo sempre in territorio negativo, con l’eccezione delle stufe e caminetti a biomassa. La situazione industriale è ben peggiore di quella del mercato a causa di uno scenario competitivo che favorisce chi produce nei Paesi con costi più bassi dell’Italia. Ma non è questo il solo motivo: la crisi globale ha definitivamente messo a nudo la fragilità strutturale del Sistema Italia e il rischio della distruzione della base industriale. Servono interventi urgenti e scelte immediate, forti e coraggiose”.

 

In questi primi mesi 2013 risultano negativi anche quei comparti che, nel periodo pre-crisi, sono stati i punti di forza della produzione in Italia: i componenti, le cappe da cucina, le apparecchiature professionali per il food-service. Per i grandi elettrodomestici, il risultato è ancora negativo (-1%) nonostante gli investimenti in innovazione. L’ulteriore rallentamento dell’edilizia si è fatto pesantemente sentire anche per cappe, climatizzatori, camini e canne fumarie.

 

Un’analisi fine mostra differenze per tipologie di prodotto e mercati di destinazione, ma, in generale, rimangono cautelative le previsioni per il prossimo semestre.

 

Confindustria Ceced Italia sta operando in una logica di filiera (per esempio, con Federlegno) per fare recepire a Governo e Parlamento l’inderogabile necessità di ripensare il modello industriale di specializzazione che aveva fatto dell’Italia un leader degli apparecchi domestici e professionali. Il capitale di competenze, elevata capacità di innovazione, presidio della fascia medio-alta è ancora integro e, in quanto vantaggio competitivo dell’Italia nella competizione globale, deve essere difeso e rafforzato spingendo verso nuove vie e nuovi mercati e rafforzando i programmi di filiera con gli altri settori che possono costruire il Sistema Casa.

 

Il sostegno a un settore così importante per il nostro Paese è necessario e urgente, e può partire subito, anche con misure di sostegno all’innovazione e di incentivazione al consumo (un valido esempio sono le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie) oltre a una efficace azione di sorveglianza del mercato per bloccare le importazioni di prodotti non a norma e di dubbia origine, che vanno a inquinare il mercato.

 

Le aziende in Italia continuano a innovare: i dati dei principali produttori di grandi elettrodomestici indicano percentuali tra il 40 e il 50% di nuovi prodotti immessi nel mercato nei primi cinque mesi del 2013. E proprio il sostegno all’innovazione, linea guida delle aziende associate, deve essere l’elemento fondante della nuova politica industriale dimedio-lungo termine. Solo attraverso questo sostegno si possono difendere le aree tecnologiche avanzate e stimolarne la crescita dimensionale per competere nei mercati internazionali.

 

“Stiamo mettendo in pratica la strategia basata sull’integrazione di filiera e sulle alleanze strategiche – ha concluso Franco Secchi – Continueremo il nostro lavoro di interlocuzione con le Istituzioni assieme alle altre associazioni del Sistema Casa. Stiamo attuando la regola del fare, annunciata alla mia elezione a presidente, a fine febbraio. In questi primi 100 giorni, abbiamo operato d’intesa con Federlegno per il sostegno agli elettrodomestici nell’ambito delle incentivazioni per le ristrutturazioni edilizie. La visible fee è stata prolungata a seguito di un’azione congiunta, che ci ha visto protagonisti, e stiamo operando con i Consorzi per una proposta condivisa di recepimento della Direttiva RAEE 2. Il programma di Confindustria sul futuro dell’industria in Italia ha recepito il nostro contributo. Con Anima Co-Aer abbiamo formulato una proposta per gli incentivi alle pompe di calore. Abbiamo già avviato azioni di networking, tra le quali Internovation, la rete con Confindustria Ancona, per definire la strada ottimale per l’internazionalizzazione delle aziende italiane, in particolare le PMI”.

 

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