Quale futuro per il Blu-ray 4K?

3.840 x 2.160 pixel, 4 volte il 1.920 x1.080 dei moderni Tv Full HD. Questo lo standard video di nuova generazione atteso sul mercato.

 

Da anni si parla di Oled, di schermi flessibili, di 3D, ma alla fine il confronto fra mercato e innovazione si gioca su una questione di Pixel. Sony e Samsung sono in prima fila nell’annunciare il lancio di modelli capaci di offrire una definizione dell’immagine mai vista prima, e la prossima Ifa a Berlino sarà il palcoscenico ideale per le new entry, anche se per il lancio sul mercato si parla di 2015.

 

Ma già ci si interroga sulle effettive potenzialità di un mercato che, ancora prima di nascere, vede sulla sua strada diversi ostacoli. Come già all’epoca dell’avvento del “vecchio” Blu-ray, infatti, alla disponibilità dell’hardware non corrisponde una disponibilità di contenuti video. Le potenzialità sono enormi, ma il rischio è che non si riesca a coprire gli ingenti investimenti che hanno consentito lo sviluppo della tecnologia.

 

Ma il problema sembra essere ancora più profondo, poiché è in atto una trasformazione delle modalità di fruizione da parte del consumatore che vede in crisi anche il Blu-ray.

 

Tutti i supporti fisici, infatti, stanno crollando: un fenomeno iniziato negli States, dove lo streaming è di casa, è in atto ormai anche in Europa.

 

Insomma, se lo stesso blu-ray non ha mai sfondato e ancora oggi viene visto come un supporto di nicchia, il 4K rischia di diventare una nicchia nella nicchia?Questa è la domanda che si pongono gli addetti ai lavori. A favore due osservazioni. L’innovazione, per quanto lenta ad affermarsi, finisce sempre con il sostituire le tecnologie precedenti. In genere è solo questione di tempo. Inoltre, nonostante la comodità dello streaming, il consumatore fatica a rinunciare al supporto fisico. E laddove l’ha fatto, ha poi finito per fare marcia indietro: il vinile insegna.

 

 

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