Il Non Food verso la multicanalità

Il consumatore nel post-crisi cerca soddisfazione nelle esperienze di acquisto e nell’interazione tra il mondo digitale e quello tradizionale.

 

Presentati i risultati della dodicesima edizione dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy | Indicod-Ecr, lo studio realizzato in collaborazione con TradeLab che dal 2002 monitora in modo sistematico il settore dei beni non alimentari. L’edizione 2014 si è arricchita di un approfondimento sul consumatore Non Food, curato da GfK Eurisko, in cui si disegnano gli scenari futuri dello shopping alla luce della profonda metamorfosi guidata dalla crisi e dalle nuove tecnologie.

 

«Anche se cambiasse il ciclo economico, le esperienze degli ultimi sei anni di incertezze e rinunce hanno lasciato un segno nel consumatore che ha imparato a conviverci, disegnando una nuova normalità. Come anche l’avanzata digitale ha cambiato tutte le fasi del processo d’acquisto, dalla raccolta di idee e informazioni all’acquisto. Le imprese dovranno partire da lì. La domanda non è se vincerà il fisico o il digitale, perché il consumatore desidera che vincano entrambi» commenta Marco Cuppini, direttore del Centro Studi di GS1 Italy | Indicod-Ecr.

 

Il settore Non Food monitorato dall’Osservatorio ha raggiunto nel 2013 un valore complessivo di circa 98 miliardi euro, segnando una flessione del 3,9% (nel 2012 era stata del 5,2%).

 

Tutti i comparti Non Food hanno registrato, per il secondo anno consecutivo, una flessione nelle vendite: in alcuni casi - Abbigliamento e calzature, Tessile, Cancelleria, Articoli per lo sport e Giocattoli - con anche un peggioramento nel trend.

 

Mobili e arredamento, Bricolage e Edutainment i comparti che, pur mantenendo un saldo negativo, hanno visto ridursi il calo rispetto all’anno precedente.

 

La flessione delle vendite Non Food nel 2013 ha avuto un impatto diverso sui canali:

 

• Lo sviluppo di ipermercati e supermercati continua a trovare forti difficoltà, a causa della capillarità dei punti vendita specializzati e dalle politiche commerciali messe in atto dalle grandi superfici specializzate, e perdono quota in quasi tutti i comparti monitorati; per il primo anno il numero di ipermercati presenti sul territorio, al saldo tra aperture, chiusure e passaggi di formato, è in diminuzione.

 

• La rete moderna specializzata, dopo il primo segnale negativo dello scorso anno, continua a contrarsi: nel complesso si rileva un -2,5%, anche in conseguenza di una sempre più aspra competizione multicanale. Particolarmente penalizzati i punti vendita del settore Bricolage.

 

Ma secondo il rapporto, in futuro a vincere sarà la combinazione di digitale e fisico. Secondo l’indagine di GfK Eurisko, il consumatore, da questo nuovo punto di partenza, disegna le sue aspirazioni future in termini di livelli di spesa, di strumenti per cercare, raccogliere e confrontare informazioni, nonché di nuovi luoghi dove vivere esperienze d’acquisto soddisfacenti. Esiste ancora il “piacere” del processo d’acquisto, dove digitale e tecnologie giocano un ruolo importante soprattutto nelle fasi di ricerca di idee e di informazioni. Ma non solo. Se l’acquisto finale avviene ancora prevalentemente nei punti vendita fisici, per il futuro verranno privilegiati solo i punti vendita in grado di garantire nuove esperienze. Digitale e fisico quindi, combinati in diverse soluzioni, permeano l’intero processo d’acquisto del consumatore: uno completa l’altro.

 

 

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